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    Cairns, Costa Est Oz

    Cairns, nord est Australia   12 Gennaio 2007

    Il tango di Luis Salinas accarezza i sensi, lasciando scivolare il mio corpo lungo i km della costa est australiana.

    Il caldo del tropico rende la mia pelle appiccicosa e il sole colorata.

    I coralli tagliano come rasoi chi osa sfiorarli, e come ombrelli leggeri di sostanza organica colorata, crescono paralleli o perpendicolari al fondo, dando casa  ai mille pesci  dai pigmenti accesi. Le alghe danzano a ritmo di onda  leggera, sospese, folleggianti  nutrendosi di micro organismi in movimento.

    Miliardi di uova di pesce, come pallini rossi dal diametro di testa di spillo, navigano  nell’acqua dando un tocco surreale al paessaggio marino. La sensazione di ebrezza del torbido viene controllata con la respirazione costante e con una leggera messa a fuoco. Un grosso pesce deposita davanti al mio naso il suo carico infinito di vita, con una strisciata rossa lunga piu’ di un metro.

    Le mille dita dei Curtain fig tree (alberi dai quali rami crescono piccole radici che una volta raggiunto il suolo attecchiscono, permettendo di sostenere come puntoni i pesanti rami sviluppati orizzontalmente, in altro modo condannati alla rottura per l’eccessivo peso) sorreggono i rami puntellandoli al suolo, e come se suonassero il piano si muovono sotto le ombre dei fanali lungo la statale.

     

    Gli eucalipti delle Blu Montains, poco fuori Sydney, nebulizzano resina nell’aria rendendo l’orizzonte come il mare in lontananza, leggero e solitario.

    I canguri appiattiti dalle ruote del progresso giaciono solari al ciglio del asfalto, come i corpi dei disperati ai piedi della rete di Ceuta e Melilla, davanti al confine che non si e’ risuciti a superare.

    L’arido della terra rende affascinante il verde del filo d’erba che sorregge il piccolo fiore bianco nel centro di una defecata di vacca sulle colline di Orange.

     

    Il futuro che diventa presente fa aumentare la pressione sanguinea, e lo scorrere del dito sul pallottoliere del conto dei giorni che mancano al rientro in pianura Padana, perturba il mio stato d’animo.

     

    Le ultime settimane in compagnia di Egidio, vecchio amico di Milano, sono state utili per avere un riferimento realistico della vita che mi attendera’ al rientro. Dalle piacevoli discussioni ermerge un concetto non nuovo a me, ma solo da poco reso nitido: come in amore e in  amicizia per mantenere l’affiatamento nel tempo, il rapporto va coltivato e concimato, rendendo  il vissuto delle esperienze dello stesso ordine di grandezza. Vivere assieme per crescere assieme.  Quello che sembrava essere solo un presentimento, essermi allontanato anche dagli amici piu’ vicini, viene con amarezza confermato dalla giornate spese a conversare con  l’amico di sempre. Quello che dieci anni orsono, sulle vie  della Lapponia, era esperienza al unisono di scoperta e guai combinati, ora appare sbiadito; dalla vita e dalle scelte.

    Per rimanere affiatati, vicini, complici nel tempo, bisogna avere la stessa velocita’ d’avanzamento e la stessa direzione di marcia. Vite diverse, con esperienze diverse portano inevitabilmente alla divergenza dei cammini.

    Forse e’ la vita, dinamica appunto, che ti da la possibilita’ di vedere e sognare piu’ mondi e piu’ livelli; solo da te dipende su quale barca salire e soprattutto con quale prua.

     

    Il ritorno a casa sara’ meno traumatico di quello previsto  ma difficilissimo per un semplice motivo: dovro’ ricominciare tutto da capo. Del vecchio Fabio Fax, cosa rimane? Il nome, il sorriso e cosa piu’? Le esperienze assimilate, hanno smussato gli  spigoli affilati della passione giovanile, gli estremismi del mio pensiero vengono mitigati  dalla realta’ percepita con i miei bulbi oculari.

    Le societa’ cubane  e sud americane sono servite per smuovere punti prima intoccabili dei miei paletti di confine. La fame che rende inguardabile il giorno dopo ad un bambino  del Peru’, e’ affilata come una baionetta nord americana  nello stomaco di un bimbo iracheno.

    Gli estremismi che non pagano e la ponderazione che aumenta la cognizione.

     

    Piano piano i chiodi metallici che foravano il mio corpo sono andati cadendo, i capelli ricci mossi dal vento lasciati  tra le onde del sud Pacifico e perfino l’amato tabacco, compagno fedele di sempre e’ caduto davanti ad un fuoco artificiale di Sydney.

    La maglietta lascia posto alla camicia e vedermi con la cravatta mi fa sorridere.

    Cio’ che piu’ mi piace e’ la dinamicita’ della vita, la  lettura e l’evoluzione costante.