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Sulla via di casa...Helsinki, Finlandia 7 Febbraio 2007
Sulla via di casa...
Poche ore mancano per salire sul ultimo volo che mi (ri)portera' nella pianura del Po. Dodici mesi, ventuno paesi attraversati. Potrei parlare per ore citando quel luogo o quel amico. Sarebbe il momento dei bilanci, ma credo sia la storia a farli.
Il bagaglio che trasporto dopo il primo giro completo del mondo, e' immensamente piu' grande di quando sono partito. Le innumerevoli esperienze, i sorrisi, le preoccupazioni, hanno forgiato quello che il nuoto anni addietro inizio' a delineare: le spalle che posseggo.
Con il sacco e la chitarra ho compiuto quello che sembrava impossibile; posso consigliare ai sognatori e alle sognatrici di prendere la valigia e partire, andare e scoprire. Il bello che accomuna i popoli geograficamente e lungo l'asse del tempo, e' la passione di esplorare, capire e carpire. Il percorso a volte ha stupito e a volte non interessato. Il cammino ha insegnato a ponderare e la natura a confrontare. I km macinati lungo i luoghi piu' belli del mondo, sono serviti ad incontrare persone che e' valsa la pena conoscere e a vivere esperienze uniche e irripetibili; e' servito anche a capire la grandiosita' del nostro pianeta. Ho osservato quello che il mondo offre a livello di bellezza, e ho notato che a livello di densita' e varieta' e' difficile superare quello che abbiamo nel Bel Paese. Gli amici incontrati, sono stati grandi, ma euguagliare quelli di vecchia data non e' stato possibile. Le donne, tutte le donne con le quali ho condiviso le energie, sono state fantastiche e le ringrazio, ma tutte assieme non sono riuscite a colmare il vuoto di quella lasciata a Milano.
Se un amico mi dovesse chiedere: e ora che? E poi? Direi che e' il momento del riposo, per il fisico e per la mente. ..e poi... poi avrei un progetto da portare avanti, inizia a Settembre...ci sarebbe da organizzare un viaggetto di almeno tre anni...
e quindi? Si ricomincia, no? ThailandiaThailandia 26 Gennaio 2007
Da enne ore sul bus per raggiungere la spiaggia piu' sputtanata della thailandia, Phuket sulla costa ovest. L'evoluzione del paesaggio segue costante, delle palme equatoriali rimane qualche ombra sul terreno. La Malaysia e' alle spalle, sgarruppata ma pulita. A Kuala Lupur le due Torri Gemelle, simboleggiano il passo dei tempi e i soldi del petrolio raddoppiano le autostrade e pagano le rette agli studenti. A Penang, isola a nord est vicino al confine thailandese, alloggio ad una guesthouse surreale. Probabilmente in altri tempi sarei rimasto settimane, ora mi accontento di un paio di giorni per ammortizzare le ore di viaggio e di riportare su carta le emozioni. Ex ospedale giapponese, trasformato in ostello da una famiglia cinese; lei responsabile del bar e cucina, lui delle stanze e della musica. Ogni sera jam session (palco aperto) per la decina di lavoratori che mandano avanti la baracca, sudando dalla mattina presto per un pugno di Ring, ma trovando l'orgasmo ogni notte prendendo in mano la chitarra o le bacchette della batteria. Il padrone, da dietro la pila di stoviglie sporche tiene il ritmo con due cucchiai. I camerieri si alternano il vassoio e il microfono. La padrona, la vera direttrice del business, minuziosamente annota ogni entrata ed uscita su mille foglietti volanti, che misteriosamente a sera vengono distesi su un tavolo trovando una logica di conteggio. Tutti gli introiti, vengono giocati, puntati su un numero, estrapolato dalle sfumature dei colori delle squame della testa di un pesce buffo che abita l'acquario nel centro del cortile. Nonostante le vincite non siano molto frequenti gli amici la reputano una donna fortunata al gioco. In ogno caso la prima canzone alla batteria del marito le fa tornare il sorriso. Le danze finiscono a notte fonda quando i corpi dei dipendenti come quelli dei commensali sono saturi di alcol e le scorte in frigorifero prosciugate. Re Leone, il cameriere con la chioma da grande felino, e' l'unico ad essere pagato anche per suonare. Ricurvo, appoggiato alla chitarra, con la voce rauca da tabacco e whisky canta nelle forme perimetrali dello strumento e nascosto dalle ombre del palco ogni tanto intercala un bacio tra una parola e una nota al suo amore che accarezza divinamente con i polpastrelli.
Spendo gli ultimi soldi per un volo su Bangkok, dove rimarro' poche decine di ore. La citta' l'ho trovata un caos totale, grigia per via delle micro polveri e i veleni in sospensione nell'aria, ma dal fascino irresistibile. Moto taxi, biciclette con carretti, barche con il motore fuoribordo dal braccio dell'elica lungo metri, baracche pericolanti su acque malsane, pali miracolosi sorreggono vite galleggianti.
Innamorati di una Puttana di Phuket La mattina alle dieci scendo in spiaggia per la colazione sotto una palma; noto ad essere il solo ad non essere accompagnato da una delle bellissime donne locali. La differenza di eta' esiste, ma non e' cosi' vistosa. Durante la notte nei locali, lungo le strade pullulano passeggiatrici, come fiori in primavera. E' impossibile non notarle ed essere impassibile. Riesco a distrarmi bevendo birra con tre ragazzi italiani in Thailandia da mesi. La vista di tanti uomini in assetto da combattimento al calar del sole, pensavo essere frutto di semplice effervescenze ormonali, ma a colazione scorgere mani intecciate sotto il tavolo, piedi che si cercano e baci fugaci mi fa sorgere una domanda semplice: si puo' delimitare con facilita' il confine tra sesso tra animali e tra persone? In bus Da Singapore a Kuala Lumpur, Malaysia. 19 Gennaio 2007In bus Da Singapore a Kuala Lumpur, Malaysia. 19 Gennaio 2007
L'aria condizionata spara sul collo decimetri cubici di piacere libidinoso. La temperatuta esterna supera i trentacinque gradi centigradi e l'umidita' ti fa sudare solo per il fatto di respirare. La musica orientale coccola le tendine in seta viola del bus. La vegetazione equatoriale, il calore della terra e l'architettura delle baracche lungo la statale, evocano ricordi del sud America. I lustra scarpe nella caotica La Paz, Bolivia usano coprirsi il capo con i passa montagna per non essere riconosciuti; cosi chi taglia l'erba lungo la strada a sud della Malaysia peninsulare fara' lo stesso? La foresta di palme si arrampica sulle colline come l'edera sul muro del cimitero. Vorrei fare una siesta, ma la recente fregatura da parte del bigliettaio ufficiale del bus e' la doccia fredda che mi tiene sveglio. Lontano otto ore di volo dalla tranquilla Australia, sono di nuovo in luoghi dove una piccola distrazione puo' costare parecchio. Sfoglio il finestrino come un libro, aspetto con lo sguardo morbido lo spunto per una riflessione. Mi sorprendo come piccoli dettagli scollegati che vedo e osservo, trovano a volte una connessione con senso, magari dopo aver attraversato frontiere ed oceani.
L'ultima notte in tenda con Egidio tra gli alberi della Magnetic Island, quattrocento km a sud di Cairns sulla costa est australiana, mi e' costata centinai di morsicate di formiche rosse. Durante la colazione le risa facevano andare di traverso i biscotti, scoprendo che nonostante Egidio dormisse a pochi centimetri da me non sia stato visitato dagli insetti carnivori. Pochi giorni prima simile sorte in un backpakers a Cairns, dove ho trovato riposo (scoprendolo solo la mattina successiva) su un nido di Bed Bugs, pulci da letto. L'ultima disavventura analoga, dopo una serata memorabile per le vie di Kuala Lumpur, il mio corpo si lascia andare su un letto in una gesthouse graziosa a Chinatown, con il prezzo alto di essere massacrato durante la notte dalle odiate bed bugs, riportando i risultati sulla pelle per giorni e giorni.
La vicina di sedile, giovane studentessa di Jakarta Indonesia, non parla mezza parola d'inglese, o meglio ne conosce due: Student from Jakarta. Comunichiamo sorridendo e giocando con le mani sotto il pareo verde usato come tetto. La foresta di palme lascia il posto ad altri alberi e a distese di erba tonificata dal monsone. |
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