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Manaus, BrasileManaus, foresta Amazzonica
Dovevo rimanere solo un paio di giorni, ma le condizioni aleatorie del viaggio hanno prolungato a quasi una settimana la permanenza. La temperatura da 48 °C e l'umidità al 100 % sono una prova di sopravvivenza non indifferente. Solo l'aria condizionata da cella frigorifera è la salvezza, accompagnando ogni cosa con vitaminici naturali dai nomi esotici come: maracuja, caju, cupuaçu. L'arrivo via fiume dal confine colombiano è piacevole e interessante, la navigazione con nave da trenta metri è rilassante e veloce. Lungo i centinaia di chilometri da Iquitos a Manaus, la biologia rimane pressochè costante, solo la maestosità del Re fiume aumenta lungo il suo percorso. La parte più suggestiva l'incontro delle acque marroni del fiume Solimòes e quelle nere del Rio Negro, per chilometri i due colori viaggiano paralleli, netti distinti, per arrivare a fondersi dopo curve e mulinelli.
Non pensavo di incontrare onde alte due metri, nel luogo di fusione dei due fiumi, grandi salti con urla dei passeggeri che coprono il ruggito dei motori quando cavalcando le onde escono dall'acqua.
Dopo un paio di giri per le accaldate vie di Manaus, scopro un mondo a me ignoto. La carta di credito è Ko, non sputa più banconote. Essere in Brasile, nella foresta, senza uno spicciolo, con problemi di lingua, di caldo e ci si mette pure il fuso orario a creare problemi di comunicazione con la banca italiana, è una prova di problem solving interessante. Burocrazia consolare, assicuarazioni che non assicurano, non aiutano a migliorare lo stato d'animo di smarrimento e a risolvere la situazione. Grazie al prezioso aiuto di Kennedy giovane studente, riesco a risolvere gli intoppi linguistici parlando lui un buono spagnolo e ovviamente portoghese, e ad avere una guida fedele che mi accompagna per tutta la città cercando di risolvere l'irrisolvibile. Senza un Real in tasca, con Kennedy percorriamo tutte le tappe umanamente fattibili per i mondi consolari. Essendo italiano in terra straniera, in difficoltà pensavo e speravo di ricevere assistenza dalla nostra rappresentanza governativa, ma ahimè ciò non si è verificato. Con strane motivazioni da salotto del potere mi lasciano nella stessa situazione di cattivo odore. Solo grazie alla evangelica presenza della segretaria, riesco per lo meno con un prestito di manciate di reali a mangiare un panino e pagare un albergo a ore per la notte. La casualità della carta Ko mi ha fatto riflettere sulla semplicità con la quale siamo abituati a vivere con il biglietto di euro in tasca, tutte le azioni giornaliere vengono semplicemente sostenute pagando e non pensando, essendo la cosa più naturale del mondo. Ma la necessità di riuscire a fare il necessario, mangiare e dormire a secco non mi succedeva dai tempi dei giri in autostop per l'europa. Grazie al giovane studente, che costantemente girovaga senza un soldo ho potuto apprezzare e sopravvivere con centesimi di reali. Nella comica situazione, ci siamo divertiti come matti a far impazzire le giovani studentesse. Finalmente ho trovato una spalla per le mi scorribande geografico-sessuali, in coppia d'azione perfetta martelliamo e incassiamo risultati sorprendenti. Tra una banca, e un bus, otteniamo numeri di telefono e appunatmenti da guinness dei primati. Mi sono stupito della libertà sessuale dei brasiliani, le voci dei viaggiaori incontrati mi avevano avvisato, ma un livello decisamente superiore persino della scandinavia non pensavo essere possibile. Senza mezze parole, giri e masturabazioni mentali, si incontrano persone dall'apparenza molto religiosa che sono liberi dentro da dogmi imposti dalla chiesa di Roma. Nonostante i grandi danni che hanno fatto le crociate in questo continente hanno lasciato immutato lo spirito innato del uomo, cioè quello della libertà individuale di accoppiarsi con chi si vuole.
In mezzo a tutto il delirio della carta ko, un camion abbatte un palo del telefono lasciando tutta la città senza comunicazione. La situazione diventa ancora più fantozziana quando neanche l'assicurazione che avevo sottoscritto prima della partenza accenna a poter darmi una mano.
Quindi dalla foresta, riesco via internet dopo 4 giorni a comunicare con l'instituto di credito e capire il perchè di tutto ciò. Semplice, superato il limite mensile prelevabile, con una semplice telefonata al direttore sblocco la tesserina di platica e digitando i magici numeri ottenendo l'oro dalla fessura.
Come diceva Marco il gestore del albergo di Iquitos, mene pago più conosco riesco a pagare dieci reali meno di un locale il taxi per l'aeroporto per scappare finalmente dalla città assediata dalla zanzare elicotteri e dove le pubblicità sui muri vengono dipinte a mano.
Iquitos foresta amazzonica, Peru'Un aereo da Quito a Guayaquil Ecuador (Equador), sei ore in bus fino a Tumbes Peru' vicino la frontiera, il profumo della steppa, condor planano sul aeroporto. Donne cicciottelle cucinano nel olio con le mani di amianto pollo, patate, interiora di quadrupedi con fumo denso e bianco che raggiunge la mesosfera. Moto taxi, spericolanti sfrecciano in mezzo al traffico caotico. Palafitte di legno e fango costeggiano la stada. Familiein cerca di un tetto e un pavimento si appropriano di un fazzoletto di palude malsana dove le zanzare tigre di Milano farebbero il solletico ad un neonato. Costruiscono passerelle in bambu' che si diramano sullo stesso piano della strada per decine di metri dentro le acque inguardabili, fino a raggiungere l'ammasso di pali e terra impastata con sterco chiamati muri e plastica e lamiere come tetto.
Il cane che timidamente avanza driblando i pali mancanti della passerella e' tristemente dolce. Un uomo dal aspetto secolare riposa su un'amaca artigianale tra due pali mal ridotti, che non sopporterebbero il peso di un passero.
L'autista guida da camicazze, ad ogni sorpasso ringrazia il Santo Padre facendosi il segno della croce. Mi viene in mente la guida ragazzino del cimitero di Sucre, Bolivia dove per pochi centesimi di dollaro ti porta a spasso tra le tombe dei potenti, politici, rivoluzionari, commercianti, e dove gli storpi mendicanti siedono al fresco dei pini e con una moneta riproducono poesie religiose a gran velocita'. Con cantilene monotone nominano tutti i santi chiedendo benedizione e assoluzione per il caro defunto.
La guardia armata del bus balla davanti alla porta per riuscire a rimanere in piedi per via della forza centrifuga delle curve. Una chiesa con il muro di cinta alto quattro metri e filo con corrente non mi sembra la porta di cominicazione con il cielo.
Sfogliando un periodico di Quito, noto l'annuncio a pagamento di una nota multinazionale delle banane che cerca di gettare acqua sul fuoco della protesta dei produttori sostenendo che il prezzo di compra delle banane non e' affatto basso come loro sostengono, ma rispetta perfettamente il prezzo di mercato, sottolineando il fatto che la multinazionale ha sempre rispettato i contratti firmati e le leggi della Repubblica del Equador.
Questa Repubblica mi ricorda vagamente la politicuccia italiana, anche se forse loro qualche sferzata in piu' cercano di darla.
Negli ultimi decenni nessun presidente e' riuscito a rimanere in carica piu' di due anni, quando dopo l'n-esimo scandalo finanziario di soldi statali finiti in paradisi fiscali i cittadini raggiungono il parlamento, l'assediano e in due o tre giorni di scontri con militari e polizia riescono a far cadere il presidente, il quale a bordo di un elicottero si perde tra le nuvole. L'ultimo presidende come da copione raggiunge in elicottero l'aeroporto ma una delegazione di manifestanti utilizza le loro automobili come arieti per sfondare le reti e raggiungere la pista, impedendo al executive di lasciare la pista.
Lima
Un paio di giorni per percorrere manciate di isolati in cerca di argento e scatti di istantanee. Per le 6 pm crollo per una siesta che verra interrotta da un gallo lontano salvando il mio aereo per Iquitos. Non riesco a salutare Soledad, le figliole e Gonzalo, la familia che mi ha ospitato come un figlio per qualche giorno. Corsa in taxi verso i mille controlli per raggiungere l'aeroporto di Lima, documenti, perquisizioni metal detector, domande, vaccini... ciao Lima caotica e bellina.
Iquitos, nord est del Peru' foresta Amazzonica. Il cado afoso che mi ha abbracciato appena ragginta la scaletta del aero e' un avvertimento ai prossimi giorni in questa regione vergine, immensa e pericolosa. Alberi alti non so quanto a perdita d'occhio circondano la pista, zanzare che chiamerei elicotteri muovono i peli come una spazzola, sperando nel effetto delle precauzioni dei medici occidentali salgo su un mototaxi per l'hotel.
Un rapido giro per le vie centrali, raccimulo informazioni sulla barca per il Brasile, costi e tempi. Dovrei cavarmela con un centinaio di euro fino a Manaus nel mezzo della Amazzona brasiliana e da li decidere che prua impostare. La navigazione dovrebbe durare una decina di giorni, tarantole, piragna e alligatori permettendo. |
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